Un progetto per la Liguria

Un progetto per la Liguria

Un progetto per la Liguria

L’anno scorso, molti comuni liguri, approvarono la mozione del Friday for Future, per piani di azione nella lotta al cambiamento climatico, compresa la Destra al governo in regione, che mantiene sempre su questi temi una memoria labile e molto corta.

Nuove Prospettive Sociali, Savona e Liguria

Da allora ben poco è seguito alla suddetta dichiarazione di intenti, noi di Europa verde crediamo, invece, che questa mozione non sia solo l’espressione di buoni sentimenti, ma piuttosto, essa debba essere un progetto di governo del territorio, in modo che tutte e tutti facciano effettivamente la propria parte.Da questo progetto possono conseguire alcuni programmi che sottoponiamo all’attenzione di tutte e tutti in modo non esclusivo:
a) Aumento dei parchi urbani e delle alberature, in modo che le città diventino vivibili e soprattutto si riduca la percezione del calore e anche il riscaldamento a terra;
b) Adozione della delibera del Forum “Salviamo il Paesaggio” per dire un netto NO al consumo del suolo, che in Liguria è stato sufficientemente violentato e che continua ormai a soffrire erosioni costiere e pesanti disastri nell’entroterra. Bisogna puntare ad un modello, che risalti: il recupero edilizio, il social housing, il cohousing e l’edilizia popolare, ma soprattutto, occorre adottare un regolamento edilizio, che favorisca tutte le misure di riduzione dell’inquinamento e dei consumi energetici.
c) Politica della mobilità, che favorisca i mezzi pubblici non inquinanti, i parcheggi di cornice a rotazione e la progressiva pedonalizzazione dei centri storici cittadini (a Savona del centro ottocentesco);
d) Una misura straordinaria di difesa del suolo, attuando i piani di bacino in tempi rapidi, e soprattutto, non dipendere per la loro concreta attuazione da interventi privati (cfr l’assurdità di Savona dove si interviene con fondi pubblici su un capolavoro liberty come Villa Zanelli, per farla utilizzare ad un privato e solo in questo contesto si decide di sistemare il torrente, che corre parallelo alla caserma dei pompieri contro ogni logica di protezione civile). In tale contesto tornare ad una seria opera di manutenzione di strade, aree urbane, impedendo che la scarsa manutenzione anche a carico di privati, possa determinare gravi danni se non tragedie;
e) Necessità di una politica per il bosco, che potrebbe aprire nuovi posti di lavoro, a Savona significa anche fare selvicoltura, poiché, vi è il rischio concreto che tra poco “la foresta amazzonica si trasferisca in città” per lo stato di abbandono in cui si trovano la fascia collinare e montana;
f) Una politica dei rifiuti zero basata sulla riduzione, la prevenzione, il riciclo e il riuso in modo da sviluppare la ricerca scientifica su nuove tipologie di materiali, ma anche posti di lavoro derivanti da industrie non inquinanti e legate, direttamente o indirettamente, al ciclo dei rifiuti;
g) Sostegno al mondo della cultura e dei musei, poiché, senza una crescita culturale connessa ad un progetto di lotta al cambiamento climatico, è inutile intervenire con programmi che cambino effettivamente la qualità della vita e mutino la cultura dello scarto, in solidarietà e nuove prospettive sociali per Savona e l’intera regione.

– Europa Verde Liguria