Sanità a Savona

Sanità a Savona

Sanità a Savona

In questi giorni complessi e confusi per la sanità ligure, a causa della presenza del Covid-19, ci lasciano perplessi alcune misure assunte dall’ASL 2 e dall’Agenzia Regionale (ALISA), di cui non abbiamo mai seriamente capito la funzione. Noi abbiamo espresso negli ultimi mesi numerose riserve, insieme alle altre forze politiche della coalizione di centrosinistra, sulla gestione del Covid-19 e più in generale sulla pesante situazione sanitaria regionale, su cui è intervenuta, ripetutamente, la Corte dei Conti.

Qualcosa non torna

Ora però dinanzi alla recente decisione di chiudere il punto nascite di Pietra Ligure per accentrare tutto a Savona e all’incapacità regionale di stabilizzare il personale precario e di procedere ad un piano di nuove assunzioni, riteniamo necessario ribadire che: occorre ripensare profondamente ai piani di dismissione immobiliare delle ASL per favorire investimenti (anche in termini di social housing, cohousing), come ad esempio, per l’ex ospedale di Santa Margherita Ligure, oltre ad avviare finalmente una radicale scelta a favore della sanità pubblica e della prevenzione primaria.Nel savonese ci permettiamo poi di avanzare alcune proposte, che vorremmo sottoporre a discussione pubblica, per offrire un contributo al recupero di un ruolo centrale della prevenzione e della sanità pubblica.

  1. Noi crediamo al ruolo centrale dell’ospedale San Paolo di Savona, ma nel contempo riteniamo che per le specialità presenti e per altre, che potrebbero trovarvi sede, l’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure possa divenire un istituto di ricerca avanzata a livello universitario e conseguentemente un punto di alta formazione per l’intero ponente ligure. Qui occorre valutare la necessità di costruire una nuova e più funzionale struttura ospedaliera, magari utilizzando fondi comunitari e ragionare sulla creazione di un grande parco urbano in luogo dell’attuale struttura, su più sedi allo scopo di ridurre l’impatto climatico con adeguate alberature e soprattutto di fornire ad una città come Pietra Ligure, assediata da colate di cemento, una radicale alternativa in termini di qualità della vita.
  2. L’Ospedale di Cairo Montenotte deve divenire quello di zona disagiata, facendo nostro l’appello pressante, che giunge dalla Valle Bormida, che rischia nuovamente di rimanere a causa del Covid-19, priva di un pronto soccorso funzionante, anche a causa della chiusura notturna di quello di Ceva.
  3. Infine l’ospedale di Albenga, deve essere attentamente esaminato, poiché potrebbe avere una forte crescita, alla luce dell’attuale situazione di difficoltà, di spostamento nel ponente ligure e divenire anche sede di richiamo di persone da fuori Liguria per la qualità dei servizi medici e non solo, considerando che una delle principali critiche sollevate dalla Corte dei Conti, è costituita dalla perenne fuga di Liguri verso ospedali di altre regioni.

Queste sono solo alcune proposte, che vogliono integrare le strutture ospedaliere esistenti, evitando di sollevare assurde guerre di campanile fra Savona e altre località, che non farebbero il bene di nessuno, ma porterebbero solo danni all’intera collettività.

– Europa Verde Liguria