Proposta di commissariamento della Sanità Ligure

Proposta di commissariamento della Sanità Ligure

Proposta di commissariamento della Sanità Ligure

La Rifondazione Comunista propone. Il giorno 18 aprile, è uscito sulla stampa un appello di Rifondazione Comunista a sostegno della sanità pubblica e del commissariamento di quella regionale.

Rifondazione Comunista

Noi Verdi potremmo essere d’accordo. Ma ci chiediamo: cosa dovrebbe fare il Commissario nella relazione della Procura Regionale della Corte dei Conti?

In queste settimane abbiamo seguito con spirito costruttivo le gravi vicende sanitarie, intervenendo solo in senso costruttivo e solo quando la situazione non permetteva di agire diversamente.

In tale senso Europa Verde ha proposto:

a) Di sottoscrivere autonomi contributi a favore della Protezione Civile;

b) Di intervenire subito sulla grave vicenda della Costa Luminosa a Savona dove, a stare alle notizie di stampa se ben interpretate, parrebbe che dilettantismo e pressapochismo abbiano trionfato, almeno agli inizi;

c) Di sostenere l’Ospedale di Cairo Montenotte contro la chiusura, affinché non venga privatizzato, ma divenga un presidio per zona disagiata;

d) Un intervento urgente per i senza fissa dimora, che rischiano di divenire un pericolo per loro stessi e per gli altri;

e) Una presenza del Difensore Civico a Villa Scassi, dove sono state segnalate dalla stampa gravissime situazioni per i ricoverati;

f)  L’avvio, a pandemia cessata, di una commissione regionale di inchiesta sulla situazione sanitaria e come la sanità ligure abbia risposto alla grave pandemia da Covid-19;

g) Una immediata azione nei confronti delle strutture per anziani dove la situazione pare ormai divenire estremamente grave;

h) Abbiamo effettuato il diritto di accesso verso ALISA per conoscere quali azioni preventive non siano state poste in essere per tutelare gli anziani nelle RSA;

i) Un intervento per fermare le inutili spese di edilizia sanitaria e di predisposizione di navi tenendo in considerazione che strutture perfettamente in grado di ospitare pazienti come il padiglione C del Galliera, il Barellai di Costarainera, l’ex ospedale di Santa Margherita Ligure sono lasciate in abbandono o in mano a privati quando potrebbe essere avviato un percorso virtuoso verso una integrazione dei servizi sociali e sanitari; nonché la futura nascita di strutture di social housing, cohousing, ecc.

Dinanzi a quanto elencato può avere un senso il commissariamento della sanità ligure ma ci permettiamo di far seguire alcune indicazioni di massima. 

A questo punto noi di Europa Verde poniamo alcune esigenze non esaustive poiché, diversamente non usciremmo mai dal tunnel impervio in cui ci ha portato la Regione Liguria con una politica assurda di privatizzazione dei servizi sanitari:

1) In primo luogo è necessario attivare una politica di prevenzione primaria, che riduca alla radice le fonti di inquinamento e che porti ad un radicale mutamento degli stili di vita. Questo vuole dire: mutare la qualità di ciò che si mangia, ridurre al minimo le fonti di inquinamento e le emissioni nocive dalle aziende, alle automobili, alle calderine che sono anch’esse alla base di numerose malattie;

2) Modificare la legge regionale sulla tutela dei diritti del malato in modo che venga adeguata alle esigenze della privacy e alla situazione attuale (la legge è del 1985);

3) Inoltre occorre porre in essere un nuovo sistema di organizzazione sanitaria in cui ALISA dovrà essere abolita, in quanto ha dimostrato la sua perfetta inutilità, mentre le singole ASL devono divenire strutture di integrazione con il territorio e con i servizi sociali comunali e non una sorta di dominio feudale, che non dialoga con il resto del territorio regionale;

4) Si deve poi pensare ad identificare parametri corretti al fine di garantire a tutte le persone cure adeguate in tutto il territorio nazionale ma anche un sistema in grado di garantire servizi validi in tempi rapidi con tickets ridotti, visti gli esorbitanti costi liguri (cfr. molte altre regioni :Emilia Romagna, Toscana);

5) E’ anche necessario pensare ad un sistema di edilizia sanitaria dove accanto all’ospedale sorgano strutture per l’eventuale ricovero di persone, che non abbiano bisogno di cure immediate ma che non siano in grado di poter rientrare alla propria abitazione, evitando di scaricare tutta la spesa sui comuni e sulle famiglie (si pensi ad esempio ad anziani immobili con il femore rotto che debbano stare a riposo per un certo periodo. Oggi queste persone vengono dimesse e la cura prima della riabilitazione è spesso interamente scaricata sui comuni e sulle famiglie);

6) Infine bisogna pensare ad una politica di edilizia sanitaria che favorisca l’ospedale di Cairo Montenotte come area disagiata, la nascita del nuovo ospedale di La Spezia-Sarzana, un nuovo ruolo per gli ospedali di Albenga e Pietra Ligure (poli sanitari di eccellenza e ricerca?), il recupero del padiglione C del Galliera, evitando inutili speculazioni, puntando a favorire la crescita dei servizi territoriali ed evitando di giungere ad una privatizzazione inutile e pericolosa delle strutture esistenti. Occorre  pensare ad un sistema di mobilità positiva verso la sanità regionale, riducendo anche i costi segnalati dalla Procura della Corte dei Conti.
Nel contempo siamo poi certi che in alcune ex-strutture sanitarie, oggi destinate alla vendita o abbandonate, si possa anche giungere alla sperimentazione di modelli di social Housing o di Cohousing per un nuovo modello sociale e sanitario della nostra Regione.

 Europa Verde Liguria