Parliamo di Toti

Parliamo di Toti

Parliamo di Toti

In queste ore, se ben abbiamo compreso le notizie di stampa, il Presidente della Regione:

a) Avrebbe commissariato le ASL liguri cedendo tutti i poteri per il contrasto al Covid19 ad ALISA;
b)  Avrebbe dichiarato che andando avanti di questo passo, il 20 maggio l’indice di contagio sarà a 0;
c) Avrebbe poi minacciato le dimissioni a luglio, perché vuole le elezioni  in quel mese ed avrebbe “tirato la giacchetta”al Presidente della Repubblica, affinché si pronunci in tal senso.

Noi di Europa Verde vorremmo ancora una volta tornare su alcuni temi, tenendo presente che le dimissioni della Giunta Regionale, per assoluta incapacità politica, sono attese da 5 anni.

In primo luogo solo Toti e la sua Giunta possono credere che la situazione del Covid-19 vada bene, poiché la situazione delle case di riposo non appare così semplice. Se solo si pensa a Millesimo, con quaranta ospiti su quaranta positivi o a Spotorno (Opera Pia Siccardi) con 19 ospiti positivi oltre a parte del personale (continuando per tutto il territorio regionale), tanto che da tempo abbiamo chiesto ad ALISA, quali disposizioni avesse dato per la gestione delle RSA, ma soprattutto quale supporto sia stato fornito alle strutture e ai sindaci.
In questo caso il commissariamento delle ASL, pare più un atto autoritario di assunzione di potere da parte del Presidente della Regione, che una reale necessità della situazione. Stando alle cronache di stampa, sarebbe stato forse meglio inibire l’intervento di ALISA.

In secondo luogo proprio su queste basi vorremmo capire come potremmo votare a luglio, dato che non si potrà in alcun modo raccogliere le firme che ci servono per presentarci alle elezioni, poiché nessun pubblico ufficiale potrà mai prestarsi per la convalida delle firme, contestuale alla raccolta. Ad oggi poi, vi è il divieto di assembramenti, per cui vorremmo capire dove e come potremmo raccoglierle? Nel caso poi, che per qualunque ragione ne fossimo esentati, ad oggi la campagna elettorale rischierebbe di assomigliare a quelle che si svolgono in paesi europei come la Bielorussia, ove le forze di opposizione sono praticamente inesistenti, poiché di fatto la par condicio non potrebbe esistere se non si possono fare assembramenti.

A questo punto sorge un dubbio: ma il Presidente della Regione vuole trasformare le elezioni regionali in un referendum su se stesso come si vuole fare in Ungheria con Orban o nella Polonia del PIS, dove proprio la destra di governo, ha tentato di far votare le persone per corrispondenza con un colpo di mano, che ad oggi non è passato?

Noi crediamo che le elezioni non siano un rito e neppure un referendum. Sono piuttosto uno dei momenti più alti della democrazia, ben diverso dall’andare a comprare dei calzini o andare dal parrucchiere. Se oggi siamo in una fase di parziale allentamento delle restrizioni sociali, forse aspettare l’autunno non sarà una cosa negativa. Ricordiamoci che siamo in Liguria/Italia, quindi in un paese fortunatamente democratico e non in Corea del Nord o in Turkmenistan, dove il voto è un rito inutile.

Ci rifletta sig. Presidente Toti prima di chiamare in causa il Presidente della Repubblica, ci rifletta.

Europa Verde Liguria