La sorte del porto di Rapallo

La sorte del porto di Rapallo

La sorte del porto di Rapallo

In questi giorni la stampa ligure è preoccupata della sorte del porto Carlo Riva di Rapallo, dove le recenti indagini dei Carabinieri, avrebbero dato il colpo di grazia ad una situazione già complessa.

Un possibile ritiro?

Si parla anche secondo notizie di stampa di un ritiro della sub concessione alla società di gestione, ma ci si interroga sulle quantità di denaro necessario per portare la situazione alla normalità. Tenendo conto dei lavori necessari per poter utilizzare nuovamente il bacino portuale.

Noi di Europa Verde vogliamo qui riassumere i dubbi, che avevamo sollevato e, come di consueto, sono stati lasciati nel completo silenzio dalla destra di governo locale e regionale.

a) Il crollo della diga di protezione era dovuto ad errori di progettazione o alla violenza del mare? Ed in questo secondo caso perché il castello di Rapallo non ha riportato danni significativi? Nel caso in cui si accertino errori di progettazione, è ancora possibile una azione legale nei confronti di costruttori e progettisti?

b) E’ necessario innalzare ulteriormente il muro di difesa senza avere, dati certi sulla situazione dei fondali e soprattutto sui movimenti delle acque e su quanto i fiumi portano normalmente in mare?

c) Cosa prevedono su questi punti i locali piani di bacino? Quali valutazioni sono state espresse sul punto dal progetto di ripristino?

Sono solo alcune domande che poniamo in una realtà, che dovrebbe abbandonare però un modello di turismo perdente. Quest’ultimo ha lasciato solo macerie e la parola “Rapallizzazione“, per esprimere una crescita urbanistica insensata ed incontrollata.

Europa Verde Liguria