Privatizzazione sulla sanità

Privatizzazione sulla sanità

Privatizzazione della Sanità Ligure

La procura regionale della Corte dei Conti sulla Sanità Ligure. In questi giorni è stata resa disponibile la relazione della Procura Regionale della Corte dei Conti.

La procura regionale

Si avanzano seri dubbi sulla gestione della sanità ligure.

Nel testo sono citati alcuni singoli casi:

a) Un ente ospedaliero (Il Galliera, ad esempio) compra un immobile da demolire a un prezzo superiore a quello di mercato. Successivamente lo affitta a condizioni di mercato decisamente punitive per l’ente proprietario;

b) Si fa il punto sul mancato pagamento dei tickets al San Martino, ma soprattutto si pone l’accento sulla sostanziale ingovernabilità della maggiore azienda ospedaliera ligure;

c) Viene posto l’accento sull’eccessivo costo dei tickets ad abitante rispetto alla media nazionale e sull’estremo costo della mobilità ospedaliera verso altre regioni;

d) Si pone poi l’accento sull’eccessivo costo della distribuzione di farmaci particolari, tramite le singole farmacie e non più attraverso quelle ospedaliere. La Procura Regionale invita, infine, ad una urgente riflessione sulla situazione sanitaria ligure, visti i costi del servizio in rapporto alla qualità dello stesso.

Il Presidente della Regione, che non manca di apparire continuamente in televisione, ha polemizzato con la Corte dei Conti poiché avrebbe posto questioni politiche. Invece appare evidente che si tratta semplicemente di fare alcuni conti e verificare le ragioni di un deficit crescente. A questo punto noi di Europa Verde Liguria poniamo alcune esigenze non esaustive, in quanto, diversamente, non usciremmo mai dal tunnel impervio in cui ci ha portato la Regione con una politica estrema di privatizzazione dei servizi sanitari:

1) In primis è necessario attivare una politica di prevenzione primaria, che riduca alla radice le fonti di inquinamento e che porti ad un radicale mutamento degli stili di vita. Questo vuole dire: mutare la qualità di ciò che si mangia, ridurre al minimo le fonti di inquinamento e le emissioni nocive dalle aziende, alle automobili, alle calderine (anch’esse alla base di molte malattie);

2) Modificare la legge regionale sulla tutela dei diritti del malato, in modo che si adegui alle esigenze della privacy e alla situazione attuale (la legge è ancora quella del 1985);

3) Bisogna poi porre in essere un nuovo sistema di organizzazione sanitaria: ALISA dovrà essere abolita in quanto ha dimostrato la sua perfetta inutilità. Nel mentre le singole ASL devono divenire strutture di integrazione con il territorio e con servizi sociali comunali. Non una sorta di dominio feudale, che non dialoga con il resto del territorio regionale;

4) Si deve anche pensare ad identificare parametri adeguati al fine di garantire, a tutte le persone, cure adeguate in tutto il territorio nazionale. Inoltre un sistema in grado di assicurare servizi adeguati in tempi rapidi con tickets ridotti visti gli esorbitanti costi liguri (cfr. molte altre regioni: Emilia Romagna e Toscana);

5) Bisogna altresì pensare ad un sistema di edilizia sanitaria, dove accanto all’ospedale sorgano strutture per l’eventuale ricovero di persone, che non abbiano bisogno di cure immediate ma che non siano in grado di poter rientrare alla propria abitazione. Così si potrebbe evitare di scaricare tutta la spesa sui comuni e sulle famiglie. Oggi queste persone sono dimesse e la cura prima della riabilitazione è spesso interamente scaricata sui comuni e sulle famiglie;

6) Infine bisogna pensare ad una politica di edilizia sanitaria che favorisca l’ospedale di Cairo Montenotte come area disagiata. La nascita del nuovo ospedale di La Spezia-Sarzana, un nuovo ruolo per gli ospedali di Albenga e Pietra Ligure (poli sanitari di eccellenza e ricerca). Il recupero del padiglione C del Galliera, evitando inutili speculazioni, puntando a favorire la crescita dei servizi territoriali e quindi di giungere ad una privatizzazione inutile e pericolosa delle strutture esistenti.

Si deve pensare invece ad sistema di mobilità positiva verso la sanità regionale, riducendo anche i costi segnalati dalla Procura della Corte dei Conti. Nel contempo, noi di Europa Verde Liguria siamo certi che in alcune ex strutture sanitarie, oggi destinate alla vendita o abbandonate, si possa anche giungere alla sperimentazione di modelli di Social Housing o di Cohousing. Tutto per un nuovo modello sociale e sanitario della nostra Regione.

Europa Verde Liguria