La crisi di Taranto

La crisi di Taranto

La crisi di Taranto

Il giorno venerdì 11, tra squilli di tromba e suoni di bande il Presidente del Consiglio ha annunciato la conclusione dell’accordo fra lo Stato e Arcelor Mittal in cui il primo rientrerà nel capitale dell’acciaieria per condurla (parole di Conte) “alla transizione ecologica tramite l’idrogeno“. A questo accordo sono seguite dure critiche da parte della Regione Puglia e del Comune di Taranto, oltreché, delle forze ambientaliste e grandi riserve da parte dei sindacati.

Si porterà dietro anche Novi Ligure e Cornigliano?

A ciò ha corrisposto il silenzio del duo più loquace del mondo: Bucci e Toti“, come se il rischio di un insuccesso su Taranto non comportasse rischi seri di chiusura per i poli industriali di Cornigliano e Novi Ligure. Al silenzio del duo citato si è ben associata la totale assenza di parole da parte del sindacato genovese, che ha spesso sostenuto tesi inaccettabili fra salute e lavoro.

Noi di Europa Verde Liguria abbiamo sempre posto al centro due elementi
a) La trattativa è una, perché una è l’azienda e se a Taranto non si chiude un accordo, che porti alla cessazione delle fonti inquinanti e alla bonifica del sito non si andrà da nessuna parte neppure a Genova;
b) Il diritto alla salute non può essere mediato con nulla, perché la vita della popolazione di Taranto ed in particolare di chi vive nel quartiere Tamburi a ridosso dell’azienda, non può essere mediata con alcuna esigenza lavorativa e occupazionale. Per cui la città ha finalmente diritto alla bonifica del sito e alla nascita di nuove e diverse prospettive di crescita economiche, culturali e sociali.

Su questi dati vogliamo ribadire che ciò che il Governo ha chiuso, per Taranto non può in alcun modo andare bene per varie ragioni:
a) Sposta nel tempo quasi al 2025 l’avvio degli interventi più urgenti per giungere alla progressiva riduzione delle emissioni inquinanti peggiori;
b) Si parla di rimuovere entro il 2021 – 2022 tutti i sequestri penali e tutte le procedure verso l’Arcelor Mittal e suoi vari dirigenti.
In sostanza ancora una volta il potere esecutivo cerca di intervenire nell’autonomia del potere giudiziario in barba ad ogni principio costituzionale, ovvero praticamente viene riproposto in modi diversi quello “scudo penale” che era già stato oggetto di durissime contestazioni? 
Se così non fosse il governo dovrebbe chiarirlo fra uno squillo di tromba e un altro dei vari Conte, Gualtieri, Patuanelli.
c) L’Arcelor Mittal uscirà dall’accordo con una cessione di pacchetto azionario e l’acquisizione di risorse finanziarie notevoli. Se si considera che a suo tempo si erano levate molte voci sul fatto che la suddetta azienda tendesse ad acquisire poli dell’acciaio per operazioni di natura prettamente finanziaria.
A questo punto lasciamo al futuro delle cose la determinazione e la valutazione di ciò che succederà sul punto c).

Europa Verde continuerà la sua lotta con le forze ecologiste e civiche per il risanamento del polo di Taranto e per una politica industriale ecologista, che porti il problema della produzione di acciaio a livello europeo per giungere all’abbandono della produzione a caldo inquinante a Taranto, tenendo presente che questi problemi devono essere affrontati pure a livello comunitario e che la Cina sta oggi producendo ed esportando acciaio.
Le istituzioni liguri devono insomma porre al governo la chiusura nel senso della bonifica e tutela della salute del nodo Taranto e soprattutto portare a livello nazionale ed internazionale la necessità di giungere ad una produzione industriale “green” anche in tema di acciaio, di cui peraltro si deve ancora definire cosa succederà a livello qualitativo e quantitativo dopo la pandemia.
Il diritto alla salute prima di tutto, non esistono terze vie!

– Europa Verde Liguria

Gaia Amantini

Studentessa al terzo anno di Grafica e Comunicazione presso l’Istituto Caboto di Chiavari – GE si occupa della Grafica on site e di quella off site del sito internet di EuropaVerdeLiguria.itBioTigullio5Terre.it, di TigullioTrekking.it. Ama gli animali, la natura, lo sport e soprattutto i Motley Crue.