Il Metodo Genova

Il Metodo Genova

Il Metodo Genova

In questi giorni, in cui il ponte sul Polcevera è stato ricostruito, abbiamo sentito in ogni luogo esaltare il cosiddetto Metodo Genova.

Il nuovo metodo nasce da una tragedia

Noi di Europa Verde possiamo dire che questo metodo non ci piace?

In primo luogo il Metodo Genova nasce da una terribile tragedia, che ha lasciato la città e l’intera nazione prostrata e vicina alle vittime di quella immane catastrofe. Da quella tragedia è emersa un evidente volontà unanime di ricostruzione. Ha portato alla creazione di una struttura commissariale, che in poco tempo, derogando a numerose norme, è riuscita a procedere alla ricostruzione.

In secondo luogo noi vorremmo chiedere a tutte le forze politiche: ma perché nel periodo della tragedia e dell’assenza di collegamenti nell’area genovese, la città non ha potuto usufruire dei mezzi pubblici gratuiti per eliminare il traffico e l’inquinamento?

In terzo luogo perché la medesima struttura commissariale non ha potuto completare, questi punti?

La sistemazione del Nodo di San Benigno, il raddoppio della tratta metropolitana ferroviaria Genovese (già finanziato e che doveva essere completato nel 2017), la definitiva localizzazione della metropolitana, la sistemazione di un accesso da Terralba per San Martino (che è privo di parcheggi) e una definitiva scelta su un mezzo non inquinante e veloce, per assicurare i collegamenti con la valle Bisagno. Poi se pensiamo a come sta andando a finire la vicenda del General Contractor e del commissario per il Terzo Valico, possiamo dire che le procedure eccezionali non ci piacciono in alcun modo?
Sorge anche un ulteriore dubbio: mentre da ambienti governativi filtrano notizie di un decreto legge per 50 cantieri con 50 commissari per accelerare le procedure di realizzazione, ma perché la nascita di un commissario e la relativa struttura non avviene solo in caso eccezionale e per immani catastrofi come terremoti, l’epidemia in corso…quando la velocità è necessaria per portare i soccorsi? Oppure, se si ritiene che le procedure ordinarie siano troppo lente e formali, perché non si cambiano?
Noi crediamo che, per certi aspetti, abbia ragione l’Unione Europea quando chiede all’Italia riforme urgenti come una giustizia veloce ed equa, procedure di accesso al credito meno farraginose e soprattutto attenzione alla penetrazione criminale nei gangli vitali dell’economia e infine una efficace attività anti-corruzione.
A questo punto perché fare norme ordinarie e poi creare commissari per derogarle? Perché non applicare principi di legalità e certezza del diritto con le procedure ordinarie di gara? A chi giova tutto ciò?

Europa Verde Liguria