I Verdi Italiani compiono 35 anni

I Verdi Italiani compiono 35 anni

I Verdi Italiani compiono 35 anni

Il cinema teatro Ondina è sempre lì sul Lungomare Migliorini con le porte sbarrate a ricordare i tempi che furono di una Finale sfolgorante, non solo tra le più brillanti perle del turismo ligure, ma anche fertile terreno culturale ricco di teatri a volte lasciati all’inclemenza del tempo e che piano piano tornano faticosamente alla luce.

Da lì, dalla sala rossa sul lungomare, cominciò ufficialmente trentacinque anni or sono la storia di una componente significativa della panorama politico italiano, quello che dallo scorso luglio è ufficialmente diventato Europa Verde.

Nel 1986 al Cinema Ondina nasceva la “Federazione delle Liste Verdi”

Era il 16 novembre del 1986 e rappresentanti provenienti da tutta Italia di quelle Liste Verdi esistenti fino ad allora sul territorio nazionale, presentatesi alle regionali dell’anno precedente senza una cabina di regia nazionale decisero di raggrupparsi in un unico soggetto politico noto come “Federazione delle Liste Verdi”.

Dalle leggi sui parchi fino alle energie rinnovabili, passando per le battaglie contro l’inquinamento e per un’agricoltura sostenibile, adeguandosi ai tempi il partito nel tempo ha mutato in forme e nomi, fino all’attuale “Europa Verde”, mantenendo però l’anima ambientalista, progressista e pacifista rappresentata dall’iconico sole sorridente che da quella giornata finalese accompagna anche nel Bel Paese i valori dei Verdi.

Valori i quali, nonostante il partito sia tra i più longevi dell’attuale scenario politico nazionale, si sono rivelati specialmente nell’ultimo periodo tra i più attuali grazie allo slancio ecologista dei movimenti contro il cambiamento climatico il cui simbolo è diventata l’attivista svedese Greta Thunberg e di cui molto si è parlato nelle scorse settimana grazie al Cop26 di Glasgow.

Nel segno di ambientalismo e progressismo

“Spesso siamo identificati come ‘il partito del no’ – ci spiega Gabriello Castellazzi, portavoce di Europa verde nel savonese – ma vorrei sottolineare come invece siamo il ‘partito del si’ al fotovoltaico, all’idrogeno, al rimboschimento, al recupero del territorio sotto il profilo turistico e dell’edile per il profilo energetico con un uso sempre più ricorrente di eolico, fotovoltaico e geotermico. Diciamo invece fermamente no ai fossili e ai loro derivati”.

Argomenti su cui l’Italia tutta l’area mediterranea in genere devono ancora compiere diversi passi in avanti, per porre le basi di un vero europeismo. In questo si identifica il partito verde: “Siamo il traino del discorso europeista, puntiamo a un’azione di riflesso di quanto sta avvenendo in Paesi come Olanda e Germania, specialmente, anche nel Sud dell’Europa – continua Castellazzi – e lo abbiamo dimostrato fin dai tempi del governo Prodi mettendo in campo leggi a riguardo di rifiuti, energie rinnovabili e agricoltura con l’allora ministro Edo Ronchi”.

Da allora però la presenza dei Verdi nei vari governi è andata via via scemando fino a non avere più alcuna rappresentanza nel Parlamento italiano. Rinvigorire questa presenza per mantenere il Paese al passo coi tempi è quindi obiettivo del nuovo partito rinato l’estate scorsa: “Il discorso si è assopito e il progresso che c’è stato nel nord Europa qui non si è visto. Aspettiamo che anche in Italia si voglia aprire a politiche attive in tal senso perché il futuro è rappresentato dalle battaglie che noi sosteniamo da tempo. Si dice che è necessario, ma servono azioni concrete, che si passi dal ‘blabla’ ai fatti” conclude il portavoce savonese Castellazzi.

Europa Verde Liguria

Gaia Amantini

Studentessa al terzo anno di Grafica e Comunicazione presso l’Istituto Caboto di Chiavari – GE si occupa della Grafica on site e di quella off site del sito internet di EuropaVerdeLiguria.itBioTigullio5Terre.it, di TigullioTrekking.it. Ama gli animali, la natura, lo sport e soprattutto i Motley Crue.