Decreto Semplificazioni

Decreto Semplificazioni

Decreto Semplificazioni

Il Decreto Semplificazioni semplifica una sola cosa: l’aggressione al territorio attraverso l’indebolimento della valutazione d’impatto ambientale, riducendo la partecipazione al pubblico come previsto dalle direttive europee e dalla convezione di Arhus, la sospensione del codice degli appalti, gli affidamenti senza gara, nuove autostrade e un disordine urbanistico della città attraverso la norma che consentirà aumenti di volume degli edifici anche in altezza.

Opere necessarie o Cemento avanti tutta?

La ricetta di Conte, far saltare le regole, è la stessa di Berlusconi quando tra il 2008 e il 2011 tentò di fare analoga operazione ma incontrò l’opposizione del PD, introdurre il silenzio assenso, depotenziare la Via, ma allora il PD si opponeva e anche il M5S dalle piazze urlava contro, oggi cambiano idea.

Il Dl Semplificazioni, con l’allegato grandi opere, prevede un aumento vertiginoso di consumo di suolo e una pioggia di cemento, equivalente a una superficie maggiore di quella del comune di Milano, oltre 200 kmq: è una pioggia di nuove autostrade che va dalla nuova pedemontana lombarda, alla nuova autostrada cispadana, alla pedemontana a pedaggio veneta, alla Roma-Latina o alla bretella Campogalliano-Sassuolo per citarne solo alcune.
 
Il governo Conte 1 aveva bocciato l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino con una Via e Vas negativa da parte del ministero dell’Ambiente, ora il governo giallorosso, con il Dl semplificazione rilancia questo intervento della società Atlantia, azionista di aeroporti di Roma al 99,384 %, che distruggerà 1300 ettari di riserva naturale statale del litorale romano dei quali ben 700 si trovano in zona di tutela integrale, anche questi di proprietà del gruppo Atlantia.
 
Tra il decreto Cura Italia, Rilancio e ora Semplificazioni si usa l’alibi della pandemia da Covid-19 per avviare politiche aggressive e non compatibili con l’ambiente e non si prevede nulla per il trasporto pubblico mentre il governo continua a tollerare ancora 237 agglomerati urbani che non hanno fogne collegate alla depurazione per cui le “acque nere” vanno a inquinare fiumi e mari, mentre il nostro sistema idrico perde acqua potabile nella misura del 41% ovvero 3,4 miliardi di metri cubi all’anno.
 
Angelo Bonelli, Coordinatore Nazionale dell’Esecutivo della Federazione dei Verdi

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