Ponte di Albiano e privatizzazioni

Ponte di Albiano e privatizzazioni

Ponte di Albiano e privatizzazioni

Ai tempi del Coronavirus la cecità politica e culturale nazionale, non perde occasione per battere colpi. In pochi giorni abbiamo assistito al drammatico crollo del ponte di Albiano, all’annuncio di presunto privato benefattore per la Casina Rossa e il relativo Parco della Spezia. Infine alle varianti a colpi di maggioranza e tempi contingentati in barba, ad ogni regola di democrazia per il PUC di Genova. In realtà come si legano queste cose.

Cecità Politica ai tempi del Coronavirus

Ma soprattutto…cosa ha legato una cecità socio-culturale che imperversa in ambienti di destra sicuramente, ma che tocca anche ambienti del centrosinistra. Tanto che da 15 anni i Verdi, a Savona sono orgogliosamente all’opposizione insieme alla lista civica “Noi per Savona“.

Noi di Europa Verde crediamo che manchino ormai nella cultura politica nazionale, due elementi importanti:

a) Il senso della necessità di fare adeguate manutenzioni alle opere esistenti in un territorio fragile come quello ligure (da qui una possibile causa del crollo del ponte, che si trova peraltro territorialmente in Toscana);

b) La volontà di favorire il privato vedendo nel cemento l’unica soluzione alla crisi economica, consegnando in tal modo il futuro e la programmazione urbanistica ai privati. Coloro che fanno ovviamente il proprio interesse, in cambio di presunte valorizzazioni del territorio, rinunciando quindi ad ogni necessità di una collettività di disegnare il proprio futuro. Ad esempio: l’operazione di Casina Rossa a La Spezia, dove dopo tre aste deserte sarebbe apparso il privato benefattore e le varianti in corso di approvazione a Genova, che nel caso del riutilizzo dei bassi del centro storico potrebbero rischiare di riaprire una triste pagina di sfruttamento della prostituzione femminile e di compromissioni con fenomeni criminali.

Noi Verdi crediamo ancora una volta che queste strade non siano più percorribili. La manutenzione continua e costante, di una terra fragile come la nostra, dovrebbe fare parte del DNA di residenti e amministratori senza continuare ad invocarla, come se ci fossimo dimenticati tutti i discorsi sui rischi legati al cambiamento climatico. Un cambiamento che pare interessare anche l’epidemia di Covid-19, ma anche alla necessità di provvedere ad una opera di manutenzione continua e costante. Riducendo l’uso delle fonti fossili, in favore di quelle rinnovabili, di sostegno a duna agricoltura sociale e di qualità e di puntare alla realizzazione dei Parchi, quale modello per la crescita sostenibile dell’entroterra e per il sostegno ai piccoli comuni della fascia interna.

A ciò abbiamo sempre associato il discorso urgente sul nodo delle infrastrutture. Rifiutando l’inutilità della gronda, a favore della cosiddetta Genovina, e per una radicale conversione all’utilizzo del ferro per il trasporto di cose e persone: raddoppio del nodo urbano genovese. Raddoppio della Pontremolese, raddoppio della ferrovia Savona-Ceva, valutazione concreta della realizzazione della ferrovia Garessio-Albenga in luogo della inutile autostrada Carcare-Predosa…A ciò abbiamo sempre associato la necessità di puntare decisamente sul recupero edilizio, favorendo la riduzione dei volumi, ma soprattutto l’utilizzo di misure di riduzione dei consumi energetici, il Cohousing, il Social Housing e l’edilizia popolare. Con questo bisogna poi aggiungere una grande azione di piantumazione di alberi, che possono migliorare le condizioni di vita delle città e soprattutto la vivibilità delle persone.

Si tratta di una strada radicalmente diversa da quella perseguita, da chi vuole far divenire ad esempio l’isola Palmaria un club privee’. Come da chi pensa che il governo delle città debba essere mosso, non da una visione pluriennale, ma solo dal calcolo quotidiano e ragionieristico sulle compatibilità di bilancio. E’ ciò che proponiamo in vista della fase 2 dell’epideima di Coronavirus.

Europa Verde Liguria