14 punti per far rivivere Savona

14 punti per far rivivere Savona

14 punti per far rivivere Savona

1 – Recuperare un ruolo comprensoriale ed internazionale. Savona deve tornare ad essere una città, che si pone alla guida del proprio comprensorio per le scelte politiche generali, ma anche ritrovare un ruolo negli organismi internazionali (rete delle città sostenibili) per affermare una politica di pace e democrazia;

2 – Lotta ai cambiamenti climatici. Si vuole porre al centro dell’azione comunale la lotta ai cambiamenti climatici, prevedendo un piano per l’aumento delle zone alberate in città, ad esempio negli Orti Folconi e nell’area sottostante il Priamar lato passeggiata Trento-Trieste;

3 – Stop al consumo del suolo. Adozione di una delibera contro il consumo del suolo, simile a quella proposta dal Forum Salviamo il paesaggio, allo scopo di favorire il recupero edilizio, il social housing, il cohousing e l’edilizia popolare;

4 – Bosco. Savona è la provincia che possiede in percentuale la maggior estensione di superfici boscate in Italia, ma resta sempre l’ultima priorità di ogni Giunta. Il bosco, con le sue valenze naturalistiche e didattiche, è patrimonio dei savonesi, con il tracciamento e la pulizia dei sentieri, deve essere restituito alla vivibilità dei cittadini con una pianificazione progettuale, che favorisca anche la selvicoltura e il recupero a scopo agricolo e ricettivo delle antiche case coloniche;

5 – Piani di Bacino. Per affrontare l’emergenza climatica, è necessario dare completa attuazione a tutti i piani di bacino;

6 – Pianificazione della gestione dei rifiuti urbani e decoro urbano. Dare piena attuazione agli indirizzi comunitari, che indicano come priorità di azione la riduzione dei rifiuti urbani prodotti, il riuso e riciclo dei rifiuti urbani in una logica di creazione di nuova imprenditorialità di economia circolare. Sostenere l’organizzazione della raccolta porta a porta con un forte piano di educazione ambientale per informare e motivare la cittadinanza. Uno degli attuali aspetti più critici è costituito dalla sporcizia e dal degrado di molte aree appena fuori dal centro, bisogna adottare una vera e propria politica del decoro urbano, tramite adeguati passaggi di pulizia ma soprattutto anche una riapertura delle fontanelle, che sono essenziali per la cittadinanza e per chi si trovi nella necessità di sopperire magari alle esigenze degli animali da compagnia;

7 – Energie rinnovabili. Sostegno ad una politica delle energie rinnovabili per giungere alla sostituzione completa dei combustibili fossili, con attività che potrebbero essere affidate ad ATA, a cominciare dalla gestione diretta dei controlli sugli impianti termici del territorio comunale;

8 – Mobilità. Attuare una politica della mobilità, che punti a favorire il trasporto su rotaia anche a livello locale, con implemento delle piste ciclabili e la creazione di percorsi pedonali sicuri, nell’ottica di giungere a pedonalizzare progressivamente il centro ottocentesco. Puntare ad un unico biglietto treno+bus, anche a durata oraria, e soprattutto, aumentare l’offerta serale di treni da e per il capoluogo regionale in modo da assicurare una mobilità anche per i giovani, evitando il ricorso al mezzo privato spesso fonte di gravi incidenti. Studio sulla fattibilità di una linea di filobus fra Vado Ligure e Albisola Capo;

9 – Cultura. Cercare investimenti straordinari anche privati sulla cultura, affinché i musei riaprano e soprattutto l’offerta culturale possa essere aumentata con teatri, cinema e strutture polivalenti in modo da offrire spazio a tutte le realtà cittadine. Dare centralità ai principali edifici di Savona, che possono diventare il cardine della vita culturale savonese, come il complesso dei Priamar e altri edifici ora abbandonati, che possono essere recuperati alla fruizione della cittadinanza, come ad esempio il Forte di San Giacomo o il Miramare o altri presenti in città, in una visione di corpo culturale diffuso, che divenga luogo di discussione e progettualità per dare forma alla vocazione di una città che oggi l’ha smarrita;

10 – Servizi sociali. La recente pandemia ha dimostrato la gravità della situazione e la necessità di attivare nuove politiche sociali attraverso la nascita di un welfare municipale, che riconosca la partecipazione di tutti i soggetti in campo. Si tratta di creare un patto per il sociale, che metta al centro l’inclusività di tutte le persone perché nessuno deve essere perduto o dimenticato, creando un meccanismo integrativo di servizi con il terzo settore, la cooperazione sociale e il privato sociale. Bisogna puntare a future forme di reddito universale, che dovrà essere garantito a ogni persona che si trova in Europa ma in questa ottica a livello cittadino bisogna pensare ad un sistema di servizi adatti a tutte le gravi e soprattutto nuove situazioni, che si sono venute a creare con la pandemia senza alcuna differenza di sesso, religione o etnia, secondo quanto indica l’art. 3 della Costituzione;

11 – Animali. Apertura dell’ufficio diritti animali nel territorio comunale d’intesa con le associazioni animaliste, ampliamento e pulizia adeguata delle aree canine, sistemazione di contenitori per la fornitura di sacchetti monouso per raccogliere gli escrementi solidi degli animali da compagnia, linee guida per la pulizia dei corsi d’acqua da concordare con le associazioni animaliste, in modo da non arrecare inutile disturbo ai nidi degli uccelli e alla loro presenza, contenimento della presenza degli animali selvatici e degli uccelli d’intesa con le associazioni animaliste, evitando ogni metodo violento, esclusione della caccia di selezione sul territorio comunale. Divieto di stazionamento dei circhi con animali;

12 – Scuola. Per le scuole, nella attuale situazione di pandemia, si ritiene necessario valutare la situazione degli edifici scolastici in modo da favorire classi con un numero ridotto di studenti in edifici sicuri e con tutte le necessarie strutture, favorire anche con idonei contributi economici a sostegno alle famiglie a basso reddito l’acquisizione di strumenti informatici in comodato d’uso per lo studio a distanza, che oggi potrebbe ancora continuare o divenire uno strumento integrativo della moderna didattica soprattutto garantire una adeguata copertura di tutto il territorio comunale ed in particolare della vallata del Santuario, che rimane sempre danneggiata dalla posizione geografica e dalla scarsa copertura di banda. Necessità di un patto educativo, che coinvolga Comune, scuole, famiglie e associazioni affinché si attuino concretamente le misure sopradescritte e soprattutto si lotti concretamente contro il grave fenomeno della dispersione scolastica, che rischia di accentuarsi con la pandemia;

13 – Politiche giovanili. Savona deve diventare una città per giovani, per arginare la fuga massiva dei ragazzi fuori regione. Aumentare l’offerta attualmente scarsa di servizi riferiti alla popolazione più giovane: aree ricreative, spazi comunitari collettivi per la socialità, luoghi di studio. Ampliare i punti di ritrovo giovanili favorendo lo sviluppo di nuove attività culturali, ricreative, commerciali in zone differenti dall’area della Darsena, permettendo così la risignificazione di porzioni di territorio che attualmente nelle ore serali si svuotano, tramutandosi velocemente in aree pericolose e luoghi di spaccio. Apertura di aule studio indipendenti dal sistema bibliotecario e universitario, che possano restare aperte durante il weekend e nelle ore serali. (Da riproporre con adeguati miglioramenti il sistema delle cellette del complesso del Priamar, attive solo nei mesi estivi ma con l’ottima possibilità di essere utilizzate fino a mezzanotte;

14 – Rapporti con l’Autorità Portuale. Necessità di definire i rapporti con l’Autorità Portuale, affinché il porto sia un elemento di arricchimento e non di danno per la città. Il PUC e il Piano regolatore Portuale devono diventare strumenti complementari ma soprattutto puntare: all’elettrificazione delle banchine; alla mobilità portuale su rotaia intervenendo pure sui nodi ferroviari verso il Piemonte; all’individuazione della possibilità di governo del Comune di Savona sulle proprie spiagge. Probabilmente questo percorso chiederà anni e una modifica legislativa nazionale, ma occorre che il Comune rivendichi fino in fondo il proprio ruolo politico chiedendo anche una modifica legislativa alle Regioni Italiane interessate dai complessi problemi della convivenza fra città ed aree portuale.

Europa Verde Liguria e Demos

Gaia Amantini

Studentessa al terzo anno di Grafica e Comunicazione presso l’Istituto Caboto di Chiavari – GE si occupa della Grafica on site e di quella off site del sito internet di EuropaVerdeLiguria.itBioTigullio5Terre.it, di TigullioTrekking.it. Ama gli animali, la natura, lo sport e soprattutto i Motley Crue.